Ritratti di fratelli

Cosa c’è di comune tra fratello Alexis, entrato nella vita religiosa a 50 anni, e Benoît-Kizito, convertitosi a 22, oppure fra Baudoin, che si sente chiamato a diventare sacerdote fin dall’età di 6 anni? C’è l’amicizia con Gesù e la chiamata a darne testimonianza nel mondo!

Pur diversissimi per percorsi di vita e talenti, ognuno di loro ha trovato nei Fratelli di San Giovanni quella vita di preghiera e quella fraternità capaci di alimentare continuamente la loro attività missionaria. Tre volti diversi per una stessa missione: al seguito dell’apostolo Giovanni, rendere testimonianza a Cristo !

Ritratto di Fratello Alexis

Come si passa dalla Croce Rossa Internazionale ai Fratelli di san Giovanni? Dicendo un grande “Sì” a Dio! E’ la storia di Fratello Alexis. A 50 anni, dopo una vita da dirigente nel settore umanitario, risponde alla chiamata di Cristo.

Oggi è vicario per i Fratelli di San Giovanni e percorre in lungo e in largo non più il mondo ma la Francia, per consigliare e aiutare quattordici priorati. Quando gli chiediamo qual è la sua prima responsabilità, la risposta non si fa attendere : “Pregare per i miei fratelli”.

Quando è ancora adolescente, fratello Alexis ha il desiderio di entrare tra i Domenicani ma inizia degli studi di lettere. Dopo più anni d’insegnamento a Ginevra, in particolare di storia, entra alla Croce Rossa internazionale dove rimane per quasi 20 anni. Ma sente nell’anima, che non ci rimarrà eternamente e che è chiamato a donarsi interamente al Signore. Ma sotto quale forma e dove?

Non conosceva nessuno tra i “petits gris” ma è colpito subito dal modo di celebrare la messa dei fratelli e dalla vita fraterna che regna nella comunità. “E’ nuovo, è dinamico, ci vado!”. E’ quindi a 50 anni che entra nella vita religiosa.

Nella congregazione, scopre Maria e la riceve veramente come un regalo della sua vita religiosa nella Comunità San Giovanni.

Da 8 anni membro del Consiglio del Priore Generale, ha una missione di vicario presso i priorati di Francia Centro e di Francia Sud. Per lui, essere priore, significa letteralmente pregare per i suoi fratelli, è prima di tutto un atteggiamento di ascolto, di ricettività, di mediatore.

Fratello Alexis è molto attaccato alla vita fraterna, pilastro della vita dei Fratelli di San Giovanni insieme alla vita di preghiera, alla vita di studio, e alla vita apostolica. Perché dalla qualità della nostra vita fraterna sorge anche la qualità di ciò che possiamo donare”.

Uno dei momenti fraterni vissuto nella comunità che ama in particolare è il mandatum. Questo momento del Giovedì Santo in cui i fratelli riproducono in ogni priorato il gesto che Gesù fece ai suoi Apostoli la sera dell’ultima cena. “Un po’ prima, ci inginocchiamo per chiedere perdono ai nostri fratelli ed è sempre un momento estremamente forte. E’ un momento nello stesso tempo semplice, un momento di verità fraterna, è un regalo particolare di Cristo. Se ci amiamo gli uni gli altri, il Suo amore si realizza in noi”.

Ritratto di fratello Baudoin

“Ti dò un anno per dirmi cosa vuoi da me, e dove tu vuoi, andrò!”. E’ ciò che fratello Baudoin disse a Gesù durante l’ultimo anno di liceo. Un giorno, di passaggio a Saint Jodard, la casa di formazione dei Fratelli di San Giovanni, Lui risponde: “Ti voglio qui”. E così Baudouin è diventato ‘petit gris’, ‘grigino’, come ci chiamano in Francia, dal colore nostro abito.

Fratello Baudoin è parroco ad Avignone. Ogni giorno prosegue il suo dialogo con il Signore. La preghiera, dice, consente quest’istantaneità : “Cosa vuoi che dica, a chi e come?” Condurre gli altri all’ incontro con Gesù, è questa la sua missione.

E’ all’età di 6 anni che fratello Baudoin si sente chiamato a diventare sacerdote. Nell’anno della Maturità lancia a Gesù “Hai un anno per dirmi ciò che vuoi, dove tu lo vuoi, io andrò!”. Egli si immagina più come sacerdote diocesano che come monaco. E’ quando si reca a visitare suo fratello alla casa di formazione dei Fratelli di san Giovanni che sa di aver trovato il luogo per consacrare la sua vita a Gesù. Fratello Baudoin abbraccia la vita religiosa con un obiettivo: far conoscere e amare Gesù!

Vive la sua missione stretto a Dio, in un dialogo permanente “Che cosa vuoi che io dica, a chi, perché e come?” Dialogo che vive in una vita di preghiera da solo e con i suoi fratelli del priorato nel quale vive ad Avignone, dove il vescovo gli ha affidato una parrocchia per esserne parroco.

Nella comunità, questa vita di preghiera è un pilastro nella loro vita di religiosi. “Se voglio annunziare qualcuno, bisogna che lo conosca, che viva con lui, ho bisogno di essere nutrito della relazione a Dio in diversi modi, sia nella preghiera in comunità, sia nella preghiera da solo. La preghiera è ciò che abbiamo scoperto dei tesori dell’altro, abbiamo il dovere di donarlo agli altri”.

La vita fraterna è anche un elemento chiave della sua vita di Fratello di San Giovanni, la vita fraterna è “conoscersi, tirarsi a vicenda verso il Signore, è la base della piccola comunità che ci obbliga a questa esigenza di vita evangelica. Impariamo ad amarci come siamo, non nelle nostre apparenze di perfezione, ma appunto come siamo”.

“Seguire Giovanni per me oggi, è finalmente farmi da parte sempre di più in ciò che sto per trasmettere e ciò che sto per dire. Seguire Giovanni è rendermi conto che l’esperienza di Giovanni, di Maria, della Chiesa è più grande di ciò che ne penso. E portare la gente ad incontrare Gesù”.

Ritratto di fratello Benoît-Kizito

Chi avrebbe mai immaginato che fra Benoit–Kisito sarebbe diventato un giorno un religioso della Chiesa cattolica? Pochi probabilmente, a parte Dio.

Originario del Camerun, si converte a 22 anni, chiede il battesimo e sente la chiamata a consacrare tutta la vita a Cristo. E’ colpito dalla vita di orazione e dalla fraternità vissute dai Fratelli di San Giovanni. Cappellano in ambiente scolastico, Benoit–Kisito testimonia, insieme ai confratelli o da solo, di questa vita di amicizia con Cristo radicata nella preghiera. Come l’apostolo Giovanni, fra Benoît-Kizito è un missionario e un contemplativo !

Fratello Benoît-Kizito non è cresciuto in un ambiente cattolico. Ma, a 22 anni, incontra Cristo, chiede il battesimo e si sente chiamato a consacrargli la sua vita.

E’ l’unità della vita dei fratelli di san Giovanni che lo ha toccato, unità di vita attorno ai pilastri che sono la preghiera, la vita fraterna, lo studio e la vita apostolica.

Oggi, prosegue il suo percorso di formazione e sta compiendo un tironcinio di vita apostolica nel priorato di Saint-Quentin-sur-Indrois dove gli sono state affidate due missioni presso i giovani.

La prima missione riguarda i giovani della Scuola di Vita San Giovanni Battista dove i giovani danno un anno della loro vita per formarsi alla vita cristiana. Fratello Benoît-Kizito insegna loro la filosofia, la spiritualità e la teologia.

La seconda missione riguarda gli alunni del Gruppo Scolastico Saint-Denis, a Loches, in quanto responsabile della Pastorale. Vi incontra ragazzi delle medie e delle superiori, con loro condivide la sua fede cristiana, accogliendo le loro domande, testimoniando di ciò che vive con Cristo nella sua vita di preghiera e nella sua vita fraterna. “Tutti gli alunni non sono necessariamente praticanti, è un po’ come l’evangelizzazione di strada. Voglio tentare di annunziare Cristo ma non voglio imporlo alla gente. Sento il bisogno di cercare la luce [nella preghiera] prima di continuare”.

Fratello Benoît-Kizito è innamorato dalla sua vita di religioso. La comunione con i suoi fratelli è la sorgente da cui attinge per mettersi al servizio dei giovani. Nella preghiera egli ritrova, giorno dopo giorno, il senso della sua missione.